La vendita diretta del vino al cliente finale è sempre stato un argomento molto sentito dai produttori, dibattuto e in parte, finora, abbastanza irrisolto. Adesso però non c'è piu tempo per i sofismi mercantili e i bizantinismi della burocrazia: la crisi ha iniziato a mordere seriamente anche l'arcipelago felice del vino, soprattutto i moltissimi atolli rappresentati da cantine che fondano tutto o quasi il loro fatturato sulle vendite nel sempre più asfittico canale Ho.Re.Ca.
Basta, bisogna andare dritti al punto: raggiungere chi il vino lo compra per berlo. Non per rivenderlo o metterlo in carta. Una tematica che diventa, se possibile, ancora più pressante (e incasinata) quando si tratta di superare i confini nazionali. Per questo la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha deciso di muoversi a livello europeo: quello che segue, è il comunicato ufficiale:
Sono ben due gli appuntamenti con i vinibuoni dei vignaioli in terra trentina, in questa seconda metà di aprile.Si vede che con la primavera si risveglia anche la voglia di tuffarsi nel pubblico dei #winelovers...
Il primo appuntamento avrà luogo a Trento, e a organizzarlo sono le giovani promesse - insieme ad alcune collaudate certezze - dell'enologia trentina. Stanchi di dover dipendere sempre dalle idee (e soprattutto dai soldi) altrui, hanno deciso di far da se': da domani a domenica 20, presso la Fiera di Trento, "i Vignaioli del Trentino, giovani o con le tempie grigie", come si legge nel comunicato, si presentaranno per far gustare i loro vini, che si potrà acquistare a prezzi convenienti.
Diversamente da molte passate edizioni, questa 47a edizione è stata per me anche un'occasione di assaggi, scoperte e riconferme.
Qualche rimpianto per i piccoli e grandi eventi mancati per mancanza di tempo, ma soddisfazione per i molti vini eccellenti che mi è capitato di assaggiare, e di cui riporto i più notevoli.
Al pari di altre analoghe manifestazioni, anche il Vinitaly ha i suoi riti e quello delle premiazioni è uno di essi.
Concorsi internazionali a parte - e in questa sede ci piace ricordare il premio Vinitaly 2013 all'Italian Wine Guy Alfonso Cevola,"per essere un profondo conoscitore delle grandi cantine, ma anche dei piccoli vitigni del grande patrimonio enologico italiano e un grande comunicatore" - un riconoscimento, se vogliamo, più agricolo, è il Cangrande, che si assegna ai benemeriti della vitivinicoltura veneta (e non solo).
Quest'anno medaglia e attestato sono andati al veronese Roberto Ferrarini (nella foto con l'assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato), figura molto nota sia in ambito universitario (è docente di Enologia nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche dell’Università di Verona) sia in quello produttivo.
E' stato un Vinitaly intenso: di partecipazione, assaggi, incontri, novità, scoperte.
Di anniversari - i primi 25 anni dell'Associazione Le Donne del Vino - di premi ad amici wineblogger, di convegni su temi finalmente attuali (i social media, l'e-commerce, la netnography) ai quali, come sempre, partecipano più gli addetti ai lavori (i consulenti) dei diretti interessati (i produttori).
In giro per il web è possibile cogliere qua e la' impressioni ed esperienze. Qui mi limito a riassumere solo alcuni flash, di cose viste, mangiate, bevute e...mancate.
... non rischieranno di annoiarsi nemmeno quest'anno.
C'è ancora un mondo fuor dalle mura di Verona - e dal quartiere Fiera - che tuttavia cerca di approfittare dell'effetto alone del Vinitaly stesso per attrarre visitatori al proprio evento. Mi sono sempre chiesta che esito avrebbero queste manifestazioni satelliti in altri periodi dell'anno - nessun successo? di più? di meno? uguale..? - ma non ancora non riesco a trovare risposta.
Per dovere di cronaca, e a beneficio di qui fortunati che riusciranno a fare tutto - Vinitaly ed eventi concomitanti - ecco il cartellone delle iniziative parallele alla kermesse veronese:
Il Vinitaly sta al mondo del vino italiano come il Festival di San Remo sta a quello della canzone: se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.
Tutti ne parlano (bene o male), tutti (o quasi) si preoccupano di informarti che ci andranno (o che non ci andranno: in tal caso, però, si preoccupano di dirti dove andranno invece), e puntuali come ogni anno si ripresentano i problemi di sempre (dalla viabilità ai parcheggi, agli accrediti stampa: quest'anno con la novità dell'apertura anche ai wine bloggers, ma solo se foreign e soprattuttoreputable).
Insomma, come sempre avremo di che divertirci.
Tuttavia, per non passare per i soliti autoreferenziali, ecco qualche consiglio last minute per i winelovers che quest'anno per la prima volta hanno deciso di tuffarsi nel mare magnum dei 4000 e oltre espositori di Vinitaly...

No, it's not a diet. Usually it's my life. More or less.
Monday.Albino Armani "Terre di Gioia" Sauvignon Blanc Grave del Friuli Doc, 2008.A fruity Sauv blanc, finally - enough with cat pee or green pepper! Peach and apricot, juicy and drinkable. A good start for the week.
Tuesday. Casaretti az.agricola "Bardolino Classico 2012". A nice Bardolino - the typical friendly wine of Lake of Garda - with a bright red in the glass, a nose of sweet small red fruits and a mouth of sweet spices - (cinnamon, cloves) in a long final
Wednesday. Cantina "Valpolicella" di Negrar "Vigneti di Moron 2003" Recioto della Valpolicella Doc. This a champion in its category. A delicious sweet (though not too much!) wine, velvety, with a rich bouquet of scents and flavors - cherry liqueur, cocoa, plum, raisin, violet, chocolate, a nuance of coffee - and a smooth taste with an aftertaste almost endless...
Tra le oltre 30 (in media) manifestazioni enogatronomiche che ogni giorno dell'anno si tengono in Italia, nel prossimo week end ce ne sono almeno un paio che vale la pena segnalare.
La prima vedrà come palcoscenico la sempre fascinosa Venezia: alla Scuola Grande di S.Giovanni Evangelista da oggi al 19 marzo terrà banco Gusto in Scena, ovvero "tre mondi che s'incontrano: le cantine, i cuochi, la gastornomia". Esibizioni live di chef stellati, assaggi, convegni, degustazioni nella grande kermesse dedicata a cuochi e gourmet professionisti ideata dal giornalista Marcello Coronini. Il programma, ricco e articolato, vedrà coinvolti anche molti ristoranti della città secondo la formula ormai collaudata del fuori salone - e che per l'occasione si chiama Fuori di Gusto. Per fare un giro a Venezia, si tratta sicuramente di un'occasione molto golosa... ma anche dietetica. O meglio, senza zucchero, come recita il tema centrale di quest'anno. Tutte le info qui.
E' il vero simbolo di questa zona vinicola, il suo lato maschile: un vino cordiale, scuro - ma non troppo - nel colore e nei profumi, sbrigativo ma non superficiale, semplice ma non sempliciotto.
Un vino dinamico: attivo ed efficiente. Capace di adattarsi a pietanze invernali come a piatti più leggeri, zuppe, paste, risotti, carni e perfino pesci e verdure. Se all'Amarone della Valpolicella si da' del lei - nei casi più venerandi perfino del voi - al Valpolicella si da' sempre del tu, come a un amico sul quale si sa di poter sempre contare.
Detto questo, e in spregio del rispetto che si dovrebbe portare a un prodotto che si chiama come la terra da cui proviene - un pre-requisito di marketing che molti pagherebbero per poterlo vantare ... - sappiamo benissimo come stanno le cose.
Era solo il 2008, ma per i tempi accelerati che viviamo sembra un decennio fa. Eravamo una cinquantina di impallinati del vino, del web e delle nuove tecnologie e tra di noi non ci conoscevamo nemmeno, se non per interposto schermo (quello del computer). Venivamo da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, USA, Germania, UK e in generale avevamo solo una vaga idea del perchè ci trovassimo lì, e a far cosa. Ma sapevamo che qualcosa di nuovo stava nascendo e volevamo esserci, se possibile dando il nostro contributo.
Il luogo scelto per quello che sarebbe poi diventato l'appuntamento internazionale per eccellenza dei nuovi comunicatori del vino fu la capitale della Rioja, Logroño, il nostro primosponsor l'azienda Bodegas Dinastia Vivanco, uno dei più stupefacenti centri di cultura del vino a 360 gradi che abbia mai visto. L'atmosfera della conference sembrava più quella di una scolaresca in gita scolastica, che quella di un consesso di professionisti, e il bello era proprio questo. Ci siamo divertiti un sacco, e da allora siamo sempre rimasti in contatto tra noi, consolidando amicizie e intraprendendo nuovi rapporti professionali.
Siamo nel 2013, ma qualcuno continua a comportarsi come se vivessimo nell'Italia degli anni '50. Che forse era perfino migliore dell'attuale - e forse no: non posso saperlo perchè non c'ero. Ma era. Tempo passato. Invece no. Imperterriti, nella casella di posta elettronica - unica innovazione rispetto alla posta cartacea o al fax - continuano a piovere comunicati stampa che di digitale hanno solo il mezzo usato per recpitarli.
In quella divertente, informata, dissacrante e mai abbastanza rimpianta pubblicazione che era "capitaALvino" (sottotitolo: "ti arriva solo se te la meriti")c'era una sezione dedicata ai comunicati stampa: "Questa settimana non abbiamo parlato di", dove si riportavano solo i titoli dei comunicati stessi. E Twitter era ancora di la' da venire.
Ecco, in omaggio a quei felici tempi (felici per noi lettori, ma anche per molti redattori), e ai nostri, i tempi dei social, della velocità ma soprattutto della sintesi, una breve carrellata di comunicati stampa degli ultimi giorni.
In un tweet, o poco più.
In questi giorni difficili per le tasche di tutti, il discorso della disintermediazione è della massima attualità. Noi ne parliamo da anni, e da altrettanto tempo la vagheggiano i produttori. O per lo meno, così dicono. Vendita diretta. Che belle parole! Tu vieni in cantina, e io ti vendo il vino: tu risparmi, io guadagno. E siamo felici entrambi. Senonchè, proprio a parlare di vendita diretta (no agenti, intermediari, retailers, ecc.ecc.) sembra che a tanti produttori venga un attacco di tachicardia, che li fa desistere dal progetto a pochi metri dal traguardo.
Non starò a elencare i perchè e i percome, le scuse e le giustificazioni, le paranoie e le ossessioni di chi fa il vino perchè le conosciamo tutti (e personalmente mi hanno stufato). Finchè la paura di una ritorsione (o di un mancato guadagno) probabile avrà la meglio sulla prospettiva di un guadagno certo, inutile star lì a discutere. A molti piace piangersi addosso, piuttosto che rischiare qualcosa. Molti altri, obiettivamente, non possono permettersi di correre nemmeno questo rischio.
In attesa che sul fronte della produzione qualcosa succeda - un cambio di cultura, di mentalità, uno scatto d'orgoglio... -, i consumatori si organizzano.
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